Le avventure di pinocchio - Sceneggiato Televisivo
1972

(Le avventure di pinocchio - Sceneggiato televisivo, Italy)

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3/4


Regia:

Luigi Comencini

Produttore:

Rai, Ortf, Bavarian Film Tv, Sampaolofilm, Cinepat, I.f.c., International Film Company Spa, San Paolo Films

Nazionalità:

Italy

Genere:

Commedia, Serie

Supporto:

DVD

Dischi:

2

Durata:

303  min

Trama
 

Il falegname Geppetto si fa un burattino di legno, Pinocchio, che una Fata trasforma subito in un bambino in carne ed ossa, facendosi promettere che sarà un bambino 'per bene', ubbidiente e studioso, bastone della vecchiaia del suo genitore.

Commenti
 

Liberamente tratto dal libro 'Pinocchio' di Collodi. Sceneggiato televisivo 'Le avventure di Pinocchio' trasmesso dalla RAI Edizione Speciale a 2 Dvd
L'idea nacque già nel lontano 1963, quando Comencini e Suso Cecchi D'Amico, caduti i diritti d'autore sull'opera di Collodi nel 1940, cominciarono a scrivere una nuova sceneggiatura a quattro mani. Il regista volle dare al "suo" Pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all'intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti, più che altro, per le loro interpretazioni in ruoli comici. Secondo Paolo Mereghetti, lo sceneggiato ebbe un "cast perfettamente azzeccato", con una soddisfacente riduzione dal libro con "più realismo sociale a (lieve) discapito della componente fantastica".

Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco), Domenico Santoro (Lucignolo).

Curiosità
Il pisano Balestri fu scelto tra numerosi bambini delle scuole elementari toscane, convocati dal regista per l'audizione: nonostante la tenera età, era infatti di carattere vivace e ribelle, come richiesto. Tuttavia, in molte scene Balestri eseguì numerose interpretazioni con voce eccessivamente stridula, tanto che Comencini dovette far ridoppiare Balestri da se stesso in fase di mixaggio. Nonostante l'enorme successo del 1972, Balestri seguì solo parzialmente la strada del cinema. Da adulto, fu (e viene tuttora) invitato a numerose trasmissioni e interviste, e si è occupato di un percorso video-teatrale itinerante dedicato al film di Comencini, in memoria del regista, scomparso nel 2007.
Domenico Santoro (Lucignolo) era invece un ragazzino napoletano, orfano di padre e con dieci fratelli. Lavorava in un'officina di autoriparazioni e fu scelto grazie a un documentario TV sul lavoro minorile che Comencini aveva girato un anno prima. Di spiccato accento partenopeo, fu doppiato da uno sconosciuto ragazzino di Livorno, scelto dal regista in fase di mixaggio[3]. Anche Santoro non seguì la strada del cinema: dopo aver lavorato sempre con Balestri in Torino nera (dello stesso anno), di carattere più riservato, ritornò nell'anonimato a Napoli.
Ugo D'Alessio (Mastro Ciliegia), anch'egli attore di marcato accento napoletano, fu invece doppiato da Riccardo Billi, lo stesso attore che interpreta l'Omino di Burro. Billi prestò anche la voce al Grillo Parlante nella canzone "Una stella cade" nel celeberrimo film animato prodotto dalla Disney nel 1940, e recitò in un ruolo secondario nel film Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone nel 1947.
Mario Adorf, che interpreta il direttore del circo in questo sceneggiato, interpretò Geppetto nella miniserie televisiva del 2013 sullo stesso soggetto, realizzata dalla regista tedesca Anna Justice e ancora inedita in Italia.
il burattino di legno utilizzato nel film fu opera di Oscar Tirelli, che se ne curò anche durante le scene. Ne furono fatti tre esemplari: uno statico, il cui originale poi acquistato da un imprenditore di Nizza, Francia. Uno meccanico, utilizzato per le scene in movimento, oggi conservato negli archivi della Sampaolo Film di Milano, più una testa senza occhi (per le scene del movimento meccanico degli occhi), conservata nel Teatro Prati di Roma [4]. Uno acquatico, costituito da vari pezzi divisi e impermeabili, per le scene in acqua, conservati negli archivi Cinepat di Roma.
Lo sceneggiato venne realizzato a colori, nonostante che all'epoca la RAI trasmettesse ancora in bianco e nero (le trasmissioni a colori regolari della RAI inizieranno solo cinque anni dopo, il 1º febbraio del 1977)

Differenze tra il romanzo originale e lo sceneggiato

Nel libro, non c'è l'episodio in cui un biglietto rappresentante un burattino, portato via al carrozzone di Mangiafuoco da una folata di vento, finisce in faccia a Geppetto. Nello sceneggiato, è questo il motivo che lo induce a costruire Pinocchio.

Nel romanzo originale, Pinocchio viene trasformato da burattino a bambino in carne ed ossa soltanto alla fine della storia, mentre in questo sceneggiato viene trasformato in bambino o in burattino dalla Fata per essere punito, premiato o salvato nel corso dei vari episodi. Inoltre, trasformando Pinocchio in bambino per la prima volta, la Fata lascia intendere di avere animato lei il ciocco, proprio come nel film Disney del 1940. Il libro, invece, lascia intendere che il pezzo di legno non sia animato da fattori esterni, ma vivente di per sé.
Nel romanzo originale, Geppetto indossa una parrucca gialla come la polenta e per questo viene canzonato dai ragazzini del vicinato con il soprannome di "Polendina", mentre in questo sceneggiato, egli ha capelli naturali secondo la pellicola e di color brizzolato.
Nel romanzo originale, Geppetto è stato messo in prigione perché si temeva desse al burattino una punizione troppo violenta per essere fuggito di casa, mentre in questo sceneggiato, l'anziano falegname è stato rinchiuso dopo il furto di un pezzo di formaggio da parte del figlio, perché i carabinieri erano increduli alla storia di un burattino divenuto bambino.
Nel romanzo originale, il Grillo Parlante riappare più volte, anche in seguito alla tentata uccisione da parte di Pinocchio, mentre in questo sceneggiato, il Grillo viene ucciso definitivamente con una padellata per poi non riapparire più in scena.
Nel romanzo originale, le pere erano la colazione di Geppetto durante la sua prigionia, mentre in questo sceneggiato, queste sono state appoggiate casualmente da Mastro Ciliegia sulla finestra di Geppetto ed inoltre Pinocchio poteva mangiare soltanto quando era in carne ed ossa (memorabile a tal proposito è la frase di Geppetto "Ha fame! Non può neanche mangiare, ha la bocca finta", non accorgendosi della ritrasformazione del figlio da burattino a bambino).
Nel romanzo originale, Pinocchio ha pronunciato la frase "lo leggerei volentieri ma per l'appunto oggi non so leggere" dopo essersi recato al gran teatro dei burattini al cospetto di tale scritta, mentre in questo sceneggiato, il protagonista ha pronunciato questa frase quando il bidello lo ha invitato a leggere la scritta "PALAZZO SCOLASTICO" nel suddetto edificio.
Nel romanzo originale, l'uomo cui Pinocchio vende il suo abbecedario è presentato come uno straccivendolo, non come un generico passante come nello sceneggiato. Inoltre, nello stesso romanzo, non figura lo scontro fra lui e Geppetto nel momento in cui trova l'abbecedario foderato in mano al figlio di quel tale.
Nel romanzo originale, anche i burattini del teatro di Mangiafoco erano viventi e autonomi come Pinocchio, mentre in questo sceneggiato erano semplici fantocci animati dai dipendenti del burattinaio, ma riuscivano a comunicare con Pinocchio in una sorta di messaggi telepatici che solo lui poteva percepire e lo hanno riconosciuto come burattino anche quando era ancora in carne ed ossa sapendone persino il nome, pur non avendolo mai sentito ("ma come avete fatto a sapere che ero io" dice per questo Andrea Balestri) ma poi si è ritrovato di legno al cospetto del capo compagnia per poi tornare ad essere bambino quando rischiava di essere bruciato nel fuoco. (memorabile a tal proposito è la frase del Gatto e della Volpe "Veramente un burattino che salta da solo sul palcoscenico è una cosa piuttosto insolita. Avrà avuto le traveggole signor Mangiafoco")
Nel romanzo originale, il Gatto e la Volpe erano due bestie fannullone che si fingevano uno cieco e uno zoppo e vivevano di espedienti e raggiri verso il prossimo fin da principio, mentre in questo sceneggiato erano umani alle dipendenze di Mangiafoco per poi essere licenziati in seguito alla loro ribellione verso il principale ed inoltre indossavano costumi da gatto e da volpe mentre lavoravano, ma poi, con la restituzione di questi ultimi al loro capo, si sono ritrovati ad indossare vecchi stracci e a chiedere l'elemosina in un paese dove tutti erano più poveri di loro e hanno visto in Pinocchio un'occasione per sfamarsi.
Nel romanzo originale, il Grillo Parlante si è reincarnato in un merlo che invitava Pinocchio a diffidare del Gatto e della Volpe e per questo è stato mangiato dal Gatto, mentre in questo sceneggiato l'insetto si reincarna in una gallina
Nel romanzo originale, Pinocchio, dopo l'impiccagione da parte del Gatto e della Volpe, è stato visitato dai dottori che erano una civetta e un corvo affiancati dal Grillo Parlante, mentre in questo sceneggiato i due dottori erano due esseri umani le cui capigliature e barbe richiamano l'idea della civetta e del corvo, mentre alcune frasi del Grillo Parlante sono state pronunciate dalla Lumaca (che in realtà era un'anziana donna con in testa un cappello che ricorda una lumaca). Dopo la visita dei dottori, nel romanzo originale la Fata dà a Pinocchio una medicina, che viene da lui rifiutata in quanto amara, ma l'ha bevuta per forza in seguito allo spavento per la vista dei conigli neri con la bara, mentre in questo sceneggiato queste scene sono state tagliate ed inoltre non c'era alcun riferimento al cane Medoro.
Nel romanzo originale, era un pappagallo che suggeriva a Pinocchio di denunciare il furto delle monete d'oro, mentre in questo sceneggiato questo ruolo spetta ad un contadino, così come il ruolo del giudice e dei due carabinieri spetta a degli esseri umani e non ad un gorilla e due cani come nel romanzo originale. In questo sceneggiato, inoltre, Pinocchio viene messo in prigione perché il giudice si dimostra incredulo alla storia di una fata che lo trasforma in burattino per salvarlo ed inoltre lo stesso protagonista parla molto ingenuamente al giudice del campo dei miracoli, dimostrando così di essere ancora convinto del suo potere miracoloso e che i soldi non siano cresciuti sull'albero soltanto perché il Gatto e la Volpe gli avevano derubato quelli sotterrati. Nel romanzo originale, dopo la predica del pappagallo, Pinocchio capisce che i soldi non si moltiplicano seminandoli come i fagioli ed inoltre non è chiara la ragione per la quale il burattino viene messo in prigione (dal testo si evince che era per dare soddisfazione ai ladri oppure si può intuire che nel paese di Acchiappacitrulli, come dice il nome stesso, vigeva la legge di arrestare i gonzi e i creduloni)
Nel romanzo originale, il Serpente sputafuoco incontrato da Pinocchio dopo essere uscito di prigione era un essere vivente morto poi dalle risate quando il burattino è inciampato dalla paura, mentre in questo sceneggiato si trattava di un fantoccio con dei fumogeni all'interno, manovrato da dei ragazzini burloni intenti a fare uno scherzo di Carnevale al primo grullo che sarebbe passato di lì.
Nel romanzo originale, Pinocchio, paradossalmente alla sua ignoranza, sapeva leggere autonomamente il testo presente sulla tomba della fata, mentre in questo sceneggiato, non avendo ancora imparato a leggere, si è fatto aiutare da un passante.
Nel romanzo originale, i ladri di polli erano delle faine, mentre in questo sceneggiato questi vengono rappresentati da un'anziana signora e un giovane (probabilmente suo figlio secondo la storia)
Nel romanzo originale, Pinocchio viaggiava in groppa ad un colombo per raggiungere la spiaggia dove suo padre stava per imbarcarsi, mentre in questo sceneggiato, il protagonista ha raggiunto il luogo in questione a piedi, seguendo il corso dell'acqua presente sotto un ponte. Inoltre, nel romanzo, a dare a Pinocchio notizie di Geppetto, è il colombo stesso. Nello sceneggiato, questo ruolo spetta al padrone di Melampo dopo la liberazione del protagonista.
Il romanzo non specifica il motivo per cui Geppetto decide di andare a cercare Pinocchio aldilà del mare. Nello sceneggiato, invece, Geppetto viene a sapere che Pinocchio è andato al teatro dei burattini di Mangiafuoco prima della partenza di quest'ultimo per le Americhe (altra invenzione dello sceneggiato) e questo è il motivo per cui lui sceglie di cercare Pinocchio in un luogo così remoto. Inoltre, il romanzo lascia intendere che Geppetto vaghi per il mondo solo alla ricerca di Pinocchio. Nello sceneggiato, Mastro Ciliegia lo accompagna fino a quando lo stesso Geppetto decide di costruire la barca.
Nel romanzo originale, quando Pinocchio è approdato all'isola delle Api Industriose, è stato informato dell'esistenza del pescecane da un delfino, mentre in questo sceneggiato, questo ruolo spetta ad un pescatore.
Nel romanzo originale, la Fatina da principio era una fanciulla che fungeva da sorellina per Pinocchio, ma quando questi l'ha scoperta viva, l'ha ritrovata cresciuta che ora poteva fargli da mamma, mentre in questo sceneggiato, la Fatina era adulta da principio ed è descritta come il fantasma della moglie di Geppetto. Il romanzo, invece, non specifica se Geppetto fosse celibe o vedovo. Inoltre, nello sceneggiato, quando Pinocchio la ritrova nel Paese delle Api Industriose, lei non lavora come portatrice d'acqua, ma distribuisce della minestra ai poveri.
Nel romanzo originale, Pinocchio si è lasciato abbindolare da alcuni compagni a marinare la scuola per andare al mare, poi viene coinvolto in una zuffa e un suo libro è finito accidentalmente sulla tempia di un compagno di nome Eugenio. Dopo un inseguimento da parte dei carabinieri e del cane mastino Alidoro, Pinocchio è finito in acqua, per essere poi ripescato dal Pescatore Verde, che voleva mangiarlo scambiandolo per una creatura marina commestibile ma poi viene salvato dallo stesso cane Alidoro. Quando torna a casa, viene ad aprirgli la porta la Lumaca dopo molto tempo durante un acquazzone e gli porta da mangiare del cibo fasullo da parte della Fatina, intenta a punirlo per aver marinato la scuola. Anche in questo sceneggiato Pinocchio viene accolto dalla Lumaca dopo molto tempo durante un acquazzone e gli porta da mangiare del cibo fasullo, ma dopo che Pinocchio viene buttato fuori dalla classe insieme a Lucignolo e insieme scappano da scuola scavalcando la ringhiera. Strada facendo Lucignolo parla a Pinocchio del Paese dei Balocchi e Pinocchio, per seguire l'amico non si presenta alla festa organizzata dalla Fata con i suoi compagni. Dopo aver aiutato Lucignolo ad accendere il fuoco che avrebbe fermato il carro che lo avrebbe portato in quel paese, decide di tornare dalla Fata, ma poi scappa con l'amico perché indispettito dallo "scherzo stupido" del cibo fasullo (memorabile è la frase "Basta! Me ne vado con Lucignolo!").
Nel romanzo originale non viene specificato se Lucignolo avesse i genitori o meno, mentre in questo sceneggiato si sa che egli ha la madre (che compare in spiaggia alla ricerca disperata del figlio affiancata da un carabiniere) e il padre (non inquadrato ma nominato dalla madre quando dialoga con il carabiniere dicendo "questa volta però suo padre lo ammazza" e dal figlio quando dice a Pinocchio "Lo sai che i grandi dicono sempre un sacco di bugie? Mio padre dice sempre che il vino fa male e alla sera torna a casa tutto ubriacato, ma sta benone").
Nel romanzo originale, compare una marmottina che precisa a Pinocchio che sarebbe diventato un asino, mentre in questo sceneggiato questo personaggio non è presente.
Nel romanzo, l'Omino di Burro vende Pinocchio direttamente al direttore del circo. Nello sceneggiato, lo vende a un'altra persona che poi lo rivende allo stesso direttore del circo.
Nello sceneggiato, Pinocchio, trasformato in asino, azzoppisce inciampando tra degli scalini. Nel romanzo, azzoppisce saltando in un cerchio infuocato.
Nel romanzo originale, la Fatina si trasforma in capretta turchina quando Pinocchio sta per essere ingoiato dal pescecane, mentre in questo sceneggiato ciò non avviene.
Nel romanzo originale, Pinocchio, dopo aver aiutato Geppetto a fuggire dal pescecane, diventa laborioso e studioso per assistere il suo anziano genitore malaticcio, fino all'intervento provvidenziale della Fatina, mentre in questo sceneggiato la serie si conclude con l'uscita di Pinocchio e Geppetto dal pescecane grazie all'aiuto del tonno (presente comunque anche nel romanzo originale), poi si rifugiano in una casa e di loro non si sa più nulla, così come non si sa più nulla del Gatto, della Volpe e di Lucignolo contrariamente alle ultime pagine del romanzo originale, ove le due bestie si ritrovano ad essere divenute veramente due poveri disgraziati (il Gatto era diventato cieco davvero e la Volpe aveva venduto la coda), mentre Lucignolo, trasformato ormai in un asino, era morto di stenti nel lavorare con l'ortolano Giangio.

Luoghi delle riprese

A dispetto dell'ambientazione toscana della novella di Collodi, lo sceneggiato fu girato principalmente nel Lazio, tra le province di Roma e di Viterbo[5]:

Farnese (Viterbo) - set utilizzato per l'inizio della vicenda. Il borgo della Chiesa di Sant'Umano è la casa di Geppetto, di Mastro Ciliegia e Bottega di Teodoro. Casa Farnese, in centro paese, c'è la finta stazione dei Carabinieri. Dietro il Monastero delle Clarisse c'è sia il luogo delle scene del Lavatoio sia la casa del paesano che tira l'acqua dalla finestra in testa a Pinocchio. Via Colle S. Martino (retro del Municipio) è invece il luogo della scena del "Palazzo Scolastico" e dell'Osteria "Vendita Vino".
Ischia di Castro (Viterbo) - Il ponte dove Geppetto cerca Pinocchio, situato nel Fiume Fiora.
Isola Farnese (Roma) - L'Osteria del Gambero Rosso.
Lago di Martignano - La casina della Fata[6], la tomba della Fata.
Antemurale del Porto di Civitavecchia (Roma) - Ricostruzione (nella parte interna) del borgo dei pescatori dal quale, su una piccolissima barchetta, parte Geppetto per le lontane Americhe in cerca di Pinocchio; sull'esterno del molo, scena dell'arrivo di Pinocchio che si tuffa in aiuto di Geppetto già in balia dei marosi: ambedue vengono inghiottiti dal mare.
Colle Fiorito (Guidonia) - Il Paese dei Balocchi; le scene furono girate nei Baracconi, dei capannoni adibiti alla essiccazione del tabacco, poi demoliti a metà degli anni novanta per costruire il primo centro commerciale della zona: Piazza Italia, Centro commerciale La Triade.
Saline di Tarquinia (Viterbo) - Il paese dove Pinocchio conosce Lucignolo, ritrova la Fata creduta morta, con la sua casina sul lago, e frequenta la scuola.
Teatro Sociale di Amelia (Terni) - Il circo in cui Pinocchio, tramutato in somaro, è maltrattato dal direttore e finisce con il rompersi una zampa.
Spiaggia di Torre Astura (Nettuno) - La spiaggia americana dove approdano Pinocchio e Geppetto fuggiti dalla pancia del pescecane, alla fine dello sceneggiato.
Caprarola (Viterbo) - La classe degli asini

Attori
 

Nino Manfredi (Geppetto)
Franco Franchi (the cat)
Ciccio Ingrassia (the fox)
Andrea Balestri (Pinocchio)
Mario Adorf (the circus owner)
Ugo D'Alessio (Master Cherry)
Lionel Stander (Fire Eater)
Mario Scaccia (Doctor)
Jacques Herlin (Doctor)
Zoe Incrocci (Snail)
Carlo Bagno (Il padrone di Melampo)



This Movie Catalog on 05/02/2017